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sabato 17 settembre 2016

Marmolada - La regina delle Dolomiti - 3.343 metri

Marmolada 3.343 mt



La vetta vetta più alta delle Dolomiti, per questo è chiamata la Regina, posizionata sul confine di Trentino e Veneto, è possibile ammirarla da vicino grazie alla bidonvia che parte dal Lago di Fedaia (diga), sia mediante i 3 tronconi che salgono da Malga Ciapela, che permettono di avvicinarsi a punta Rocca.
La Marmolada rientra nel gruppo Dolomiti, nonstante non sia composta da dolomia bensì da calcare di origine corallina e vulcanica. La zona è stata oggetto della prima guerra mondiale dove è possibile rinvenire ancora ad oggi le postazioni militari e le gallerie.
La Marmolada fa parte dell'omonimo gruppo con le seguenti principali cime:

  • Gran Vernel
  • Piccolo Vernel
  • Punta Cornates
  • Pilastro Nino
  • Punta Ombretta
  • Punta Rocca
  • Punta Penìa
  • Monte Serata
  • Cima dell'uomo
  • Sasso Vernale
  • Cima Ombretta EST

Leggenda

Una leggenda narra che un tempo una signora anziana il 5 agosto, giorno della Madonna della neve, raccolse il fieno contro il volere dei suoi paesani, la notte seguente nevicò così tanto che la neve si trasformò nell'attuale ghiacciaio; la vecchietta è ancora sepolta con il suo fieno.
Il nome Marmolada potrebbe derivare da origine indoeuropea - marmar - che significa "splendere", sicuramente riferito al ghaicciaio.

VETTA 

La sua cima (PUNTA PENIA) è raggiungibile mediante la vertiginosa parete sud in arrampicata, dall'ormai ritirato ghiacciaio del versante nord oppure mediante la ferrata della cresta ovest. Intraprendere il raggiungimento dei 3.343 metri implica una buona conoscenza alpinistica e una buona condizione fisica in quanto ogni sua via non è adatta a semplici escursionisti. Le condizioni del ghiacciaio sono molto critiche, ogni anno si aprono nuovi crepacci (foto a dx e sx) molto profondi e le temperature ormai in constante aumento rendono insidiosi i ponti di neve.

lago Fedain dalla Schena de Mul

Punta Penìa attraverso il ghiacciaio


35° - PD - II°
Attrezzatura: NDA


Raggiunto il Lago Fedaia dove si lascia l'auto, si sale a Pian dei Fiacconi a piedi mediante comodo sentiero in circa 1 ora oppure in 20 minuti con la bidonvia. Arrivati al rifugio si prosegue senza traccia o sentiero fino all'attacco del ghiacciaio. Una volta legati in cordata e con ramponi ai piedi, si affronta la prima parte del ghiacciaio, abbastanza pendente (35°circa, attenzione in discesa verso le ore più calde si può trovare ghiaccio vivo), superata la prima parte, la pendenza si riduce un po', e si affrontano diverse crepacciate evidenti ma profonde, dopo circa un'ora si raggiunge l'attacco del passaggio attrezzato, (utile kit da ferrata), superabile in 20 minuti. Terminata la ferrata si percorre la "Schena de mul" fino in vetta, 30 minuti.
a pochi metri dalla vetta
Discesa: per lo stesso itinerario di salita


martedì 1 aprile 2014

Le vette per tutti? E' giusto?

Buongiorno a tutti, oggi è il primo di aprile, è da tempo che rifletto sugli impianti di risalita che "normalmente" troviamo in montagna, è giusto riempire località, cime, colli di cemento? e se si qual'è la ragione che spinge a fare le "gettate"?

Oggi ho letto una notizia alquanto agghiacciante, che spero, essendo il primo aprile sia un "pesce".

Questo è il titolo (se cliccate c'è l'articolo completo): E' fatta. Una funivia raggiungerà la vetta della Grignetta

Mi auguro proprio che sia davvero un pesce d'aprile, ma mi domando, ai giornalisti piace scherzare? spero di si, in questo caso!
Ma prescindere dalla veridicità o meno di questa notizia e sulla fattibilità del progetto, ci sono parecchie opere che secondo il mio modesto parere sono davvero assurde, la montagna deve essere un posto di vacanza, relax, è vero! Ma ha davvero senso portare tutti e ovunque?? Questi luoghi dovrebbero rappresentare la purezza, l'aria pulita, invece troviamo posti letteralmente deturpati da queste colate di cemento soprattutto sulle vette, e non solo.
La montagna dovrebbe trattenere quel fantastico spirito dell'alpinista, dell'idea della vetta, della fatica, del sacrificio se ci portiamo tutti che valore avrà più la montagna?
Forse sarò molto duro in questo post, forse un po' estremista, ma proprio quest'estate in Dolomiti mi è capitato molto spesso di trovarmi in rifugi, se così li si possono chiamare, a dovermi sgomitare manco fossi alle poste nell'orario di punta. Tempo medio di attesa, 30 minuti per una birretta di fine giro.
Non voglio essere ripetitivo ma certi soggetti che girano tra le montagne sono inquietanti, dalla serie signore con le zeppe sui sentieri. State a casa o andate al mare.
Io non dico che sulle terre alte ci debbano andare solo i Bonatti o i Messner ma credo che un giro di vite debba essere dato. Tanto per rimanere in tema di Dolomiti vi faccio due esempi: Funivia punta Rocca in Marmolada, mi spiegate l'utilità di creare un impianto del genere sopra un ghiacciaio? a chi serve? Forse alla "sciura Maria" che non ha le capacità per risalire un ghiacciaio!! Secondo esempio, parcheggio che sale fino ai piedi delle cime di Lavaredo con pedaggio dalla cifra abnorme! Salite a piedi!
Tutto questo solo per fare turismo e per portare tutti. La montagna, o meglio certi posti, non sono per tutti e deve essere così, almeno secondo la mia mia modesta opinione. Con questo non dico che non ci debbano più essere funivie, ci possono essere! ma nei limiti di madre natura! Lasciamo le montagne "pulite" dal cemento pur mantenendo la libertà per tutti di girarle come giusto che sia, ma a piedi, e nei limiti del possibile.

Buon pesce d'aprile ;)

giovedì 27 marzo 2014

domenica 25 agosto 2013

Gran Cir 2.592 mt - Val Gardena

Val Gardena - Gran Cir

Facile e rapida salita alla cima del Gran Cir a quota 2.592 mt.



Partenza da Passo Gardena si seguono le indicazioni per Gran Cir è segnato molto bene. Si supera il sentiero sul prato e si arriva ad un piccolo canale che porta all'attacco del sentiero attrezzato. Il cavo è presente in pochi punti ed è superfluo.

Attacco

Il cavo dalla foto sembra in verticale ma in realtà
è molto agevole e la parete è molto appoggiata



















La cima viene raggiunta comodamente in circa 70 minuti, dislivello di circa 550 metri.
Il panorama dalla cima è notevole, Odle, Val Gardena, Sella, Sassolungo e Col rodella. Cima relativamente bassa ma di grande interesse paesaggistico.

Panoramica dalla cima

Gruppo del Sella

Odle

Sassolungo e Col Rodella

Passo Gardena

Difficoltà: EE

Per chi volesse c'è la possibilità di salire anche il piccolo Cir mediante ferrata. Io personalmente non l'ho fatta, ma alcuni me la consigliano. Si possono fare entrambi in giornata.

:)

Piz Boé - Via cresta Strenta

Un accesso diverso

Concatenamento di due 3.000 Piz Lech e Piz Boé

Dolomiti, Piz Boè, 3.152 mt.

Accesso per la via normale mediante Passo Pordoi, di cui ho trattato in un precedente post http://momentiverticali.blogspot.it/2013/04/piz-boe-dolomiti.html

Vi propongo, invece, un giro spettacolare e poco conosciuto, o meglio poco sponsorizzato. 

Passo Pordoi - Rifugio Kostner - Cresta strenta - Piz Lech 3.009 - Piz Boé - Forcella Pordoi - Passo Pordoi (6h)


Si parte dal Passo in direzione forcella Pordoi dopo circa 40 minuti si arriva ad un bivio che segna il rifugio Kostner da raggiungere in un paio d'ore. Durante tutto il tragitto il panorama è davvero spettacolare, frequentato da pochissime persone, avrò incontrato a dir tanto 10 persone. 

Alcune foto:











Da qui si inizia a salire in direzione cresta strenta e il panorama si fa sempre più bello, vista a 360° sulle dolomiti. L'ambiente è escursionistico di alta montagna, e richiede attenzione e abbigliamento adeguato, il percorso è per escursionisti esperti, si "viaggia" in cresta.






 Alcuni punti sono attrezzati ma a mio parere il cavo è inutile e non serve legarsi con kit da ferrata. Si raggiunge la prima cima, Piz Lech 3.009 mt e poi si continua e si segue per la cima finale al Piz Boé a quota 3.152 mt 

Tempo di arrivo in 4h a seconda del passo.

Dopo una pausa, si può scendere dalla via normale verso il rifugio Forcella Pordoi per poi scendere rigorosamente a piedi al passo! ;) i tempi di discesa sono di circa 1h30 scarsi.

Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)

giovedì 18 luglio 2013

Dolomiti - Val di Fassa/Gardena Giro del gruppo del sasso lungo

Giro del Gruppo del Sasso Lungo


Un percorso escursionistico facile da effettuare a quota relativamente bassa, ma molto panoramico e stupendo. Il percorso della durata totale di circa 5-6 ore a seconda del passo, si svolge tra la val di Fassa e la val Gardena, la partenza non è obbligata dipende da dove si alloggia e da dove si decide di partire.
Possibilità:

  1. Completo: Passo Sella - Città dei Sassi - Rifugio Comici - Rifugio Vicenza - Rifugio Sasso piatto - Rifugio Pertini - Col rodella - Passo Sella; Tempo 5-6h
  2. Ridotto: Passo sella - Rifugio Demetz (possibilità di raggiungerlo con impianto di risalita) - Rifugio Vicenza - Rifugio Sasso piatto - Rifugio Pertini - Col rodella - Passo Sella; Tempo: 4h
  3. Giro del SOLO Sasso Lungo: Passo Sella - Rifugio Comici - Rifugio Vicenza - Rifugio Demetz - Passo Sella: tempo: 3h
Punti Panoramici:

  • Col Rodella
  • Canale Demetz - Vicenza (paesaggio molto alpinistico)
  • Rifugio Comici
  • Vicenza vista sull'alpe di Siusi
Dalla funivia del Col Rodella

Raggiungendo le funivie del Passo Sella

Raggiungendo Rifugio Vicenza

Dal rifugio Vicenza - (alpe di Siusi)

Dal Comici il Ghiacciaio della Marmolada e il Gruppo Pordoi - Sella

Gruppo del Sasso Lungo con le 5 dita

Sella e Pordoi dal Col Rodella verso il Passo Sella

Il Sella dal rifugio Comici

Rifugio Demetz alla forcella del Sasso Lungo

Canale Demetz - Vicenza

Al rifugio Sasso piatto

Rifugio Sasso Piatto
Buon giro!

lunedì 22 aprile 2013

Torri del Vajolet - Dolomiti

TORRI DEL VAJOLET

...ESCURSIONE NEL CUORE DEL CATINACCIO... RIFUGIO UMBERTO I° 2.620 mslm

Si possono raggiungere partendo da Vigo di Fassa mediante funivia che porta al rifugio Ciampedie a quota 2000.

 

Percorrendo il sentiero pianeggiante nel bosco, in 35 minuti scarsi si raggiunge il rifugio Gardeccia, dal quale seguendo il sentiero inizialmente comodo poi un po' più ripido si raggiungono i rifugi Vajolet e Preuss in 40 minuti.







Guardando la foto del rifugio, a sinistra trovate la foto sotto, che rappresenta il canale di salita per raggiungere le torri.

Un percorso attrezzato, divertente e non troppo impegnativo per chi è già allenato da effettuare in 1h scarsa  sono 300 ca.metri di dislivello dal rifugio vajolet, consiglio scarponi alti per evitare di prendere storte.

Un ambiente prettamente alpinistico e molto suggestivo, sarete circondati quasi completamente da roccia e l'arrivo alle torri è qualcosa di veramente spettacolare... :) 




All'arrivo l'ambiente è questo! ;)